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Hai sempre pensato che bastasse copiare i backup nel tuo hard disk esterno per proteggerti da perdite catastrofiche, ma cosa succede se si rovina proprio quel dispositivo?

Non potrai più recuperare quei dati e dovrai far fronte ad un problema aziendale davvero importante. Stai già pensando che statisticamente solo 6% delle aziende che ha subito disastri è riuscita a sopravvivere a lungo termine, il 43% non ha più ripreso l’attività e il 51% ha chiuso entro i due anni.

Solo ad immaginare una situazione del genere ti vengono i brividi e ti stai chiedendo com’è possibile difendersi da eventi di questo tipo. La soluzione c’è, anzi in questo articolo ti darò ben 3 soluzioni parlando di disaster recovery.

Ma che cos’è il disaster recovery?

Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Disaster_recovery) ci da un aiuto per capire che il disaster recovery è l’insieme delle misure atte a ripristinare sistemi ed infrastrutture, a fronte di gravi emergenze che intacchino la regolare attività.

OK…e quindi?

La prima cosa da fare è:
+ individuare i possibili livelli di disastro
+ analizzare la criticità dei sistemi aziendali.

Le analisi e le contromisure andranno riportate in un documento chiamato “Piano di disaster recovery” (Disaster Recovery Plan) o DRP, e per una corretta applicazione del piano dovrai classificare i tuoi sistemi in:

+ Critici i sistemi le cui funzioni sono uniche e non eseguibili da altri sistemi (se non identici). Sono critici anche i sistemi o le applicazioni non sostituibili da metodi manuali e la cui interruzione determina costi molto alti

+ Vitali i sistemi le cui funzioni possono essere eseguite manualmente per un breve tempo. I costi causati da una interruzioni sono minori rispetto ai sistemi critici.

+ Delicati ove le funzioni aziendali possono essere svolte manualmente anche per lunghi periodi di tempo. Lo svolgimento di queste funzioni ha costi più bassi ma comportano comunque una certa difficoltà a causa dell’impiego di risorse maggiore rispetto al normale.

+ Non critici ove le funzioni aziendali possono rimanere interrotte per lungo tempo con bassi costi per l’azienda.

I sistemi aziendali (software, hardware, policy, file, database, ecc.) considerati critici hanno la massima priorità e devono essere ripristinati per primi. Il piano d’emergenza deve prevedere il ripristino di tutte le funzioni importanti dell’azienda nel minor tempo possibile (non solo del CED per intenderci). Dovrai prevedere che il backup dei sistemi possa essere copiato in un sito secondario, così da garantire la riattivazione delle attività nel più breve tempo possibile.

Ora ti spiegherò come fare e ti darò ben tre opzioni che potrai scegliere:
* Replica sincrona
* Replica asincrona
* Tecnica mista

Replica sincrona

Con la replica sincrona ogni cambiamento che avviene sul sistema principale viene immediatamente copiato nel sistema di backup. Ad esempio la copia di un file nel sistema principale non è considerata finita se non è stata eseguita anche la copia speculare nel sistema di backup.

Il vantaggio di questa tecnica è che il tempo di ripristino delle funzioni aziendali è praticamente nullo poiché sarà sufficiente far ripartire il tutto nel sistema di backup.

Tuttavia la replica sincrona è limitata dalla velocità di propagazione del dato: se vuoi copiare un file di diversi Gb dovrai attendere almeno il doppio del tempo perché la copia avviene in due sistemi distinti. I tempi di attesa sono ancora maggiori se la comunicazione di rete tra i due sistemi è lenta, se ad esempio l’ambiente di backup si trova distante chilometri dal principale.

Replica asincrona

Se le distanze tra sistema principale e backup sono notevoli puoi prevedere la replica asincrona ossia la copia dei dati nell’ambiente di backup ad intervalli regolari (ad esempio una volta al giorno).

Il vantaggio è sicuramente la velocità del sistema principale, tuttavia in caso di disastro non sarà possibile ripristinare le ultime modifiche al sistema.

Tecnica mista

Tra i due litiganti il terzo gode…per garantire sia la velocità del sistema che il ripristino quasi nullo delle funzioni aziendali puoi ricorrere ad una soluzione mista.

Ad esempio puoi prevedere una replica sincrona su un sito relativamente vicino al principale ed una copia asincrona su un sito a grande distanza.

In questo modo in caso di disastro puoi ripristinare il tuo sistema velocemente e, se le proporzioni del danno sono notevoli, avrai comunque il tuo paracadute di riserva…

Caro lettore, scommetto che dopo aver letto l’articolo un leggero sospetto di “aver dimenticato qualcosa” ti è probabilmente venuto.

Usa questo articolo come guida per assicurarti un backup (ed eventuali ripristino dei tuoi dati) sicuro! Nel caso avessi qualche dubbio scrivimi pure. Sarò felice di darti qualche consiglio!